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Marie-José Van Den Hout

Ho scelto di fare una selezione di gioielli contemporanei in oro. Ho scelto l'oro per la mia tradizione di famiglia che lavora per le chiese, ma anche perché Vicenza è il centro della gioielleria d'oro. I giovani tendono a fare pezzi in plastica, in gomma, in materiali trovati, tutto ciò che è disponibile perché non possono permettersi di comprare materiali costosi, e questo rende i gioielli interessanti, ma per la mia collezione, la mia collezione privata ho deciso di non acquistare più pezzi di plastica, né gomma, perché col tempo se ne andranno. La plastica perde il colore, la gomma si disintegra, il legno, l’oro, l’argento, l’acciaio e tutti i materiali naturali, rimangono. E, bene, per questa esposizione, è quello che ho fatto, ho selezionato solo l'oro. L'oro è come il sole, l'oro è come la vita, e lo adoro.

Marie-José Van Den Hout
Marie-José Van Den Hout

Ho scelto di fare una selezione di gioielli contemporanei in oro. Ho scelto l'oro per la mia tradizione di famiglia che lavora per le chiese, ma anche perché Vicenza è il centro della gioielleria d'oro. I giovani tendono a fare pezzi in plastica, in gomma, in materiali trovati, tutto ciò che è disponibile perché non possono permettersi di comprare materiali costosi, e questo rende i gioielli interessanti, ma per la mia collezione, la mia collezione privata ho deciso di non acquistare più pezzi di plastica, né gomma, perché col tempo se ne andranno. La plastica perde il colore, la gomma si disintegra, il legno, l’oro, l’argento, l’acciaio e tutti i materiali naturali, rimangono. E, bene, per questa esposizione, è quello che ho fatto, ho selezionato solo l'oro. L'oro è come il sole, l'oro è come la vita, e lo adoro.

Bilanciamento perfetto tra testa, mano e cuore, questa selezione di gioielli illustra le possibilità scultoree e pittoriche dell'oro nelle mani di un gruppo internazionale di artisti che, senza paura di nuotare controcorrente rispetto alla tradizione e al conservatorismo, hanno scelto questo metallo antico e venerato come tela su cui tessere le loro storie ed esprimere le loro idee e preoccupazioni.

Spilla

Iris Bodemer
(1970, Germania)
Spilla, Senza titolo
1997
Oro 18 kt, acquamarina, corallo
100 x 57 x 10 mm
Collezione Marzee, Paesi Bassi

La spilla è composta da varie parti saldate con l’ausilio di linguette piegate che ricordano quelle dei giocattoli di latta. Iris Bodemer fa uso di questa tecnica per unire le sezioni, e persino per incastonare pietre di acquamarina e un frammento di corallo rosso nella sua spilla. A volte, anche se non in questa creazione in particolare, per ottenere lo stesso risultato Bodemer si serve delle graffette, a riprova dell’atteggiamento temerario nei confronti dei metalli preziosi. I suoi gioielli sono come composizioni o collage e il disegno è una fonte d’ispirazione primaria nella sua opera.

Bracelet, Gold Macht Blind (Gold Makes You Blind)

Otto Künzli
(1948, Svizzera)
Bracciale, Gold Macht Blind (L’oro rende ciechi)
1980
Gomma, oro 18 kt
Ø 85 x 15 mm
Collezione Marzee, Paesi Bassi

Nel 1979, Marie-José van den Hout apre la Galerie Marzee, una galleria interamente dedicata ai gioielli contemporanei, in un momento storico in cui vige il discusso tabù dell’oro nella gioielleria.
Nel 1980, ad esempio, l’artista e gioielliere svizzero Otto Künzli nasconde una sfera d’oro all’interno della fascia di gomma del bracciale Gold Macht Blind (L’oro rende ciechi), asserendo che “è tempo per l’oro di tornare nell’oblio”.

Amuleto

Barbara Paganin
(1961, Italia)
Amuleto
1993
Oro 18 kt, ottone
28 x 28 x 22 mm
Collezione Marzee, Paesi Bassi

Nel dicembre del 1992, mentre era impegnata a restaurare la nuova sede della galleria a Nijmegen, Marie-José cadde sul pavimento di cemento da grande altezza e si ruppe la schiena. Un amico nonché curatore del museo si prese la libertà di chiedere ad alcuni artisti di creare degli amuleti per lei.
Nel 1993, venne allestita in suo onore una mostra di 50 amuleti realizzati da artisti di ogni parte del mondo, in segno di apprezzamento e amicizia. L’amuleto di Barbara Paganin, formato da un grazioso uccellino d’oro sopra una gabbia pronto per volare via, è un ricordo dell’esposizione.

Spilla, Brustschild

Christine Matthias
(1969, Germania)
Spilla, Brustschild (Coppa per seno) n. 2
2007
Oro 14 kt
145 x 147 x 16 mm
Collezione Marzee, Paesi Bassi

La spilla di Christine Matthias invece, ispirata a una che portava la nonna, ha l’aspetto di uno scudo protettivo sbalzato e cesellato. È composta da varie parti saldate con l’ausilio di linguette piegate che ricordano quelle dei giocattoli di latta.

Collana

Vera Siemund
(1971, Germania)
Collana, Senza titolo
1999
Oro
Ø 362 x 9 mm; S. 0,3 mm
Collezione Marzee, Paesi Bassi

La sontuosa collana di Vera Siemund è realizzata lavorando a sbalzo una lamina d’oro di soli 0,3 mm di spessore e traforando la decorazione a mano. L’artista l’ha prodotta quando ancora studiava ad Halle e dimostra la sua assoluta maestria artigianale. La collana ricorda i centrini di carta usati per presentare torte e dolci.

Collana, Cane con la bocca rossa

Robert Smit
(1941, Paesi Bassi)
Collana, Cane con la bocca rossa
1997
Oro 18 kt, smalto
L. 330; cane 125 x 135 x 100 mm
Collezione Museo CODA, Apeldoorn (Paesi Bassi)

La catena, abilmente integrata nella collana di Smit, è un genere diffuso nell’oreficeria. Annelies Planteijdt, un’altra artista nederlandese, ne ha creata un’ingegnosa versione a partire da un filo d’oro a sezione rotonda. Ogni anello è stato martellato fino a ottenere una forma diversa e, anche se il design potrebbe sembrare caotico, segue una sua logica interna.

Sala Arte

Biennio 2015-2016


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