Questa sala racconta l’incontro, spesso audace, tra arte contemporanea e gioielleria. Dal secondo dopoguerra in poi, scultori, pittori, designer e architetti iniziano a misurarsi con il gioiello, trasformandolo da semplice ornamento a piccola opera d’arte da indossare. Nascono così collaborazioni con gallerie e orafi illuminati, esperienze come quelle di Masenza a Roma, della GEM a Milano, del Gruppo di Boccadasse e della Scuola di Padova, che aprono la strada a un nuovo modo di pensare il gioiello.
In questo percorso il “gioiello d’artista” e il “gioiello d’autore” convivono: da un lato i progetti di grandi protagonisti dell’arte e del design, dall’altro le creazioni di orafi che sono essi stessi artisti, capaci di unire tecnica altissima e ricerca formale. Oro, argento, pietre, ma anche acciaio, plexiglass, ceramica e materiali industriali danno vita a pezzi unici o piccole serie, dove il corpo diventa il luogo privilegiato di un contatto diretto con l’opera d’arte.
Spilla, KIKY VICES VINCI
1964 circa
oro, argento, lazulite
3,5 x 6,2 cm
Milano, Collezione Eredi di Kiky Vices Vinci e Eugenio Carmi
Coppia di spille, REMO BUTI
Coppia di spille, 1989
oro; 5,1 × 8,2 cm, 3 × 4,2 cm
Arezzo, Museo Storico Unoaerre
Bracciale in "Mosaico Metallico", STEFANO MARCHETTI
Bracciale in “Mosaico Metallico”,
1996/2004
oro, argento patinato, leghe di rame;
7,5 × 7,5 cm
Padova, collezione privata









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