Sin dalle civiltà più antiche, l’oro è simbolo di perfezione, eternità e prestigio. Incorruttibile e luminoso, attraversa i secoli come materiale privilegiato per ornamenti e gioielli, dal mondo etrusco alla Magna Grecia, fino a Taranto, cuore dell’oreficeria dell’Italia meridionale. Tecniche raffinate come la granulazione, forme iconiche come le protomi e oggetti rituali come corone e pendenti raccontano una creatività capace di fondere abilità tecnica, simbolismo e senso del sacro.
L’attrazione per l’antico non si esaurisce nel passato: dall’Ottocento al contemporaneo, artisti, artigiani e aziende, dagli orafi di Arezzo ai protagonisti della ricerca più sperimentale, continuano a reinterpretare motivi, tecniche e iconografie della tradizione, restituendo nuova vita a linguaggi millenari.
Questa sala celebra dunque l’oro come ponte tra epoche diverse, rivelando come l’eredità delle civiltà antiche continui a ispirare la creatività italiana, generando dialoghi, reinvenzioni e, talvolta, perfino affascinanti inganni.
Ferma trecce
Ferma trecce, V sec. a.C.,
oro; 3,4 × 5,9 cm (diam.), 3,2 × 5,9 cm (diam.),
Melfi (Potenza), Museo Archeologico Nazionale "Massimo Pallottino"
Orecchino a cerchio con protome
Orecchino a cerchio con protome
leonina, IV-III sec. a.C.
oro; 1,8 × 1,5 × 0,5 cm
Taranto, Museo Archeologico Nazionale MArTA
Collana in stile etrusco-romano con pendente centrale raffigurante la testa di Acheloo
Collana in stile etrusco-romano con pendente centrale raffigurante la testa di Acheloo,
fine del XIX sec. - ante 1913,
lamina d’oro; 24,3 × 24,5 cm
Milano, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci
Lebes gamikos apulo a figure rosse
Lebes gamikos apulo a figure rosse,
330-310 a.C. argilla modellata al tornio, decorazione realizzata con la tecnica a figure rosse;
alt. max. 16,5 cm, diam. orlo 8,5 cm, diam. piede 7 cm
Collezione Intesa Sanpaolo, inv. 441









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