Questa sala esplora l’affascinante dialogo tra oggetto prezioso e spazio che lo accoglie: scrigni, cofanetti e stipi che non sono semplici custodie, ma vere e proprie opere d’arte.
Fin dal Seicento, orefici e legnamari collaborano alla creazione di raffinati stipi da Kunstkammer, ricchi di cassettini segreti, rivestiti di avorio, pietre dure e cristallo di rocca. In questi micro-mondi architettonici trovavano posto gioielli, profumi, piccole scatole e amuleti: contenitori in grado, essi stessi, di diventare gioielli.
Nel Novecento il genere si rinnova. Dal Déco prezioso dei cofanetti di Alfredo Ravasco alle superfici materiche e informali delle scatole di Kiky Vice Vinci, il contenitore diventa spazio di sperimentazione creativa, ponte tra design, arte e artigianato.
In mostra, accanto ai contenitori, una selezione di bracciali, spille e anelli racconta l’evoluzione del gioiello dal XIX al XXI secolo: dal corallo lisciato della tradizione ligure ai metalli plastici degli anni Quaranta, dalle smaltature raffinate di Valenza alle sperimentazioni formali di artisti contemporanei.
Un percorso che rivela come custodire sia, da sempre, un gesto artistico: il contenitore celebra il
gioiello, e il gioiello a sua volta dà vita al contenitore.
Scatolina porta pillole
Scatolina porta pillole, fine del XIX sec. - inizi del XX sec.
oro; 4,5 cm circa (diam.)
Bergamo, Bonetti di Francesco Bonetti & C. S.n.c.
Cofanetto a urna
Cofanetto a urna, 1925
oro, smalti, topazio; 6,7 × 5,9 × 4 cm
Milano, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci
Spilla “Lotta con il Serpente”, DUILIO CAMBELLOTTI
Spilla “Lotta con il Serpente”, 1924-1925
argento e avorio; 3 × 10,5 cm
Roma, Archivio dell’opera di Duilio Cambellotti
Anello cubico, NINI BONETTI
Anello “Cubico”, anni novanta del XX sec.
oro rosa, diamanti; 3,6 × 3,3 × 4 cm
Bergamo, Bonetti di Francesco Bonetti & C. S.n.c.









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