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Alba Cappellieri

Ci sono dei designer che hanno dedicato esclusivamente al gioiello il proprio interesse, la propria passione, e la propria professione. Sono quelli cui dedichiamo la terza edizione della sala design qui al museo del gioiello e sono i designer senza design. Questa è una definizione che potrebbe apparire come un ossimoro, come può un designer non avere il design? E, dal mio punto di vista, ciò significa che il design non ha mai, di fatto, inserito il gioiello nei propri interessi, o soltanto nella propria comunicazione. Di fatto, però, ci sono dei designer, e sono quelli che vi presentiamo in questa edizione, che non sono né artigiani né artisti, sono dei progettisti a tutti gli effetti che hanno trasferito al gioiello, che è il loro esclusivo campo di indagine, i processi, la ricerca e le metodologie del design, sia in termini di materiali che in termini di tecnologie.

Alba Cappellieri
Alba Cappellieri

Ci sono dei designer che hanno dedicato esclusivamente al gioiello il proprio interesse, la propria passione, e la propria professione. Sono quelli cui dedichiamo la terza edizione della sala design qui al museo del gioiello e sono i designer senza design. Questa è una definizione che potrebbe apparire come un ossimoro, come può un designer non avere il design? E, dal mio punto di vista, ciò significa che il design non ha mai, di fatto, inserito il gioiello nei propri interessi, o soltanto nella propria comunicazione. Di fatto, però, ci sono dei designer, e sono quelli che vi presentiamo in questa edizione, che non sono né artigiani né artisti, sono dei progettisti a tutti gli effetti che hanno trasferito al gioiello, che è il loro esclusivo campo di indagine, i processi, la ricerca e le metodologie del design, sia in termini di materiali che in termini di tecnologie.

Il design è tra le discipline piú legate alla contemporaneità e alle sue contaminazioni eppure è sorprendentemente distante e disinteressato al gioiello. Questa selezione è dedicata ai designer italiani che si sono dedicati esclusivamente al gioiello e ne hanno fatto il loro principale ambito di espressione.

Anello, Doppio pino, 1995

Monica Castiglioni
Anello, Doppio pino, 1995
Bronzo
46 x 26 x 35 mm

Nel materiale si può anche nascondere una soluzione ad un dilemma progettuale. L’anello Doppio pino pieno di Monica Castiglioni, ad esempio, è la risposta all’esigenza di un cliente affetto da artrosi deformante. Se da un lato l’imperfezione dei quattro gambi che compongono l’anello sembra quasi esorcizzare la malattia, dall’altro il materiale con cui è realizzato, il bronzo, ha una vera e propria funzione. Il bronzo è una lega composta da rame e stagno ed è stato provato che il rame favorisca la riduzione di dolori articolari dei pazienti.

Spilla, Stella, 2016

Emma Francesconi
Spilla, Stella, 2016
Titanio
120 x 120 mm

Emma Francesconi sfrutta la leggerezza del materiale per rendere sinuosi e morbidi intrecci di viti, rondelle e bulloni. Affascinata e attratta da questi elementi trovati tra gli scaffali della ferramenta, li incastra tra loro fino ad arrivare alla creazione di una maglia, da lei brevettata, che consiste in un modulo elementare di due viti, il cui diametro della testa resta dentro una rondella, bloccata con dadi autobloccanti. Questi tre elementi sono la base del suo lavoro ma, a seconda delle lunghezze, dei diametri e della densità danno vita a gioielli dalle fattezze eterogenee.

Giancarlo Montebello

Giancarlo Montebello
Bracciale, Pesce, collezione Superleggeri, 2001
Acciaio inox, processo taglio chimico, incisione a diamante taglio rosa
295 x 200 mm

È del 2001 la collezione Superleggeri di GianCarlo Montebello, un omaggio al maestro Gio Ponti, ma anche un inno all’innovazione. I bracciali Pesce, realizzati in acciaio inox, sono infatti il risultato di un processo di taglio chimico, tecnologia che consente la realizzazione di particolari di altissima precisione con geometria complessa, e con una grande variabilità di dimensioni e di spessori.

Collana, anello, Bamboo collection, 2004

Daniela Vettori
Collana, anello, Bamboo collection, 2004
Oro 750, diamanti taglio brillante; lavorazione interamente a mano a fuoco e martello rivisitando antiche tecniche di lavorazione orafa
anello 42 x 15 x 30 mm; collana
265 x 135 mm

Daniela Vettori, con la linea Bamboo, ricorda un viaggio in Giappone alla fine degli anni Novanta, in cui era stata colpita dalla visione di una foresta di bambù, i quali svettavano diritti al cielo. Da qui la progettazione di moduli cilindrici vuoti ma robusti, con scanalature morbide che svelano la loro anima e intrecci preziosi che li avvolgono tenendo insieme il rigore orientale e la sinuosità occidentale.

Anello, Penrose Ring 3, 2017

Omri Revesz per Maison 203
Anello, Penrose Ring 3, 2017
Poliammide dipinta a mano
30 x 20 x 24 mm

La collezione Penrose progettata da Omri Revesz riprende la tassellatura scoperta da Roger Penrose e Robert Aman nel 1974: uno schema di figure geometriche che accostando due rombi di diversa grandezza crea un pattern infinito. Una struttura matematica che diventa una piattaforma per illimitate possibilità progettuali.

Spilla, Vibrations 12, 2017

Stefania Lucchetta
Spilla, Vibrations 12, 2017
Titanio, oro bianco
86 x 86,5 mm

Stefania Lucchetta, oltre alla leggerezza e alla complessità delle strutture, ha focalizzato la sua ricerca verso l’indagine delle sfumature di colore che si possono ottenere con la riflessione della luce sulle superfici di titanio. la spilla Vibrations gioca sulle sfumature di colore e sull’apparenza delle superfici grazie alla diversa inclinazione delle sottili lamelle che formano l’oggetto, grande ma perfettamente indossabile perché non troppo pesante.

Sala Design

Biennio 2015-2016


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