• Magia2015 - 2016

    Magia

    2015 - 2016

"Gli amuleti scelti testimoniano di un tempo in cui la vita aveva una dimensione magica e in cui le persone si affidavano a piccoli oggetti per una ricerca di protezione sin dalla nascita e in genere per tutta l’esistenza.
I gioielli/amuleti sono principalmente manufatti in argento, molto meno in oro in questo caso perché le persone delle classi meno abbienti non potevano permetterselo. E talvolta anche di corallo.
L’oro e l’argento riflettono i raggi del sole, ma possono anche riflettere i raggi malefici secondo le concezioni popolari, quindi hanno una funzione apotropaica, cioè difensiva e protettiva dai malefici. "

Maura Picciau e Paolo Maria Guarrera


Amuleti e talismani sono i primi ornamenti della storia dell’uomo, indossati non per vanità, ma per godere dei segni della benevolenza divina di cui erano portatori. Sono gioielli protettivi, propiziatori e curativi, caratterizzati dalla funzione apotropaica di allontanare le influenze maligne, attirare quelle benigne e custodire proprietà terapeutiche. Quella che presentiamo è una selezione di gioielli “magici” che attraversa il tempo e le culture per raccontarci del bisogno primordiale dell’uomo di credere in una dimensione sovrannaturale in grado di governare fattori imponderabili come la salute, la fortuna o la malattia.

Curato da Maura Picciau e Paolo Maria Guarrera

 

Amuleto Cervo

Gavoi (Sardegna), fine XIX - inizi XX secolo
argento, fusione
lunghezza 4,5 cm; larghezza 2,5 cm;
catena 50 cm circa
collezione Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia

Le corna del cervo, anche per la magia delle punte (cfr. lo scaramantico cornetto) prevengono o respingono eventuali influssi malefici. Il manufatto (inv. 31802) proviene dalle raccolte effettuate da G. Clemente, immediatamente precedenti alla Mostra Etnografica di Roma del 1911.

Amuleto Rana

Amuleto-ranocchia
provenienza ignota,
prima metà XX secolo
argento, fusione
ø 3,8 cm
collezione Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia

Amuleto cavallo alato

Provenienza ignota, metà XIX secolo
argento, due lamine di argento sbalzate a mano e saldate insieme
lunghezza 9,2 cm; altezza 8 cm;
due catene di 7 cm
collezione Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia

L’amuleto raffigura un animalefantastico, per metà cavallo alato con unicorno e per metà pesce con coda traforata. Il cavallo marino, associato per analogia alla sirena e al cavalluccio marino, assume anche una funzione apotropaica. Il manufatto, con cinque campanellini, reca il bollo del Regno di Napoli.

Amuleto Sirena

Provenienza ignota, inizi XX secolo

metallo, amuleto formato da due lamine argentate, saldate fra loro
sirena lunghezza 10 cm, altezza 6,8 cm; catena 23 cm (comprese le due catene laterali)
collezione Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia

L’amuleto presenta una catena a elementi traforati a cui è appesa una sirena, con il capo cinto da una corona: la sirena porta cinque campanelli e quattro sonagli oscillanti.

Amuleto Cimaruta

Italia meridionale,
fine XIX - inizi XX secolo
argento, fusione
altezza 7,4 cm; larghezza 6,8 cm
collezione Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia

La cimaruta è un amuleto che si faceva portare ai bambini contro il malocchio.

La cimaruta è corredata da una notevole varietà di simboli rituali: un cuore, le chiavi, un pesce, un uccello, un fiore, un crescente lunare. La simbologia delle chiavi è legata alla realizzazione in ferro: ciò in connessione con la concezione medioevale della magia simpatica degli alchimisti secondo cui tra metalli e malattie potevano riscontrarsi affinità (simpatie) o incompatibilità (antipatie). Si pensi al detto “toccare ferro” per allontanare i malefici. La simbologia del pesce deriva da quella della sirena.

Amuleto Manufica

Abruzzo, fine XIX - inizi XX secolo
corallo rilegato in oro
lunghezza 3,1 cm; larghezza 1,3 cm
collezione Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia

L’amuleto è una mano con avambraccio. La mano chiusa a pugno, dalla simbologia fallica, ha una valenza apotropaica. Raccoglitore R. Zamponi, 1910.

Rassegna stampa




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