Mercoledì, 03 Dicembre 2025

La nuova mostra permanente è stata inaugurata!

Aperta al pubblico dal 28 di novembre la nuova mostra permanente curata da Paola Venturelli

La nuova mostra permanente è stata inaugurata!

Il Museo del Gioiello di Vicenza ha inaugurato "Gioiello – Italia. Materia Tecnica Arte. Tra Antico e Moderno", la nuova mostra permanente a cura da Paola Venturelli, studiosa di fama internazionale.
La mostra, di straordinario rilievo per la qualità e il fascino iconico delle opere esposte, esalta l’eccezionalità del gioiello italiano in un racconto continuo che si snoda nelle sei sale del Museo attraverso undici tappe. Un viaggio che attraversa oltre due millenni di storia, dal V secolo a.C. ai primi anni del XXI, per svelare come arte, tecnica e materia si intreccino in capolavori senza tempo.

Le oltre 150 opere raccolte, tra gioielli singoli e parure, ma anche oggetti d’uso come borsette, trousse, contenitori preziosi, tre dipinti e due ceramiche apule del 330- 310 a C., ritmano un percorso, cronologico e tematico insieme. I materiali, oro, corallo, pietre dure, vetro, micromosaico, gemme e materiali non convenzionali, unite alle tecniche di lavorazione trasmettono la pluralità espressiva del gioiello italiano e la sua capacità di coniugare artigianalità, inventiva e innovazione. La perfezione tecnica e artistica si manifesta davanti agli occhi del visitatore: la difficilissima granulazione etrusca rivive in una parure del secondo Novecento, stimolando innovative interpretazioni in una più recente opera.

Lungo il percorso espositivo il visitatore può assistere ad un costante dialogo tra arte orafa e arti figurative: pitture murali pompeiane ispirano i maestri del corallo, al colossale busto marmoreo con Giove Serapide dei Musei Vaticani, del II- III d. C., guarda una brooch in pietra lavica, mentre la pianta della famosa villa palladiana “La Rotonda”, poco fuori Vicenza, viene omaggiata in un pendente. I cammei in conchiglia di una fastosa parure citano invece celebri intagli di Antonio Pichler e Antonio Berini, nonché un cammeo in diaspro sanguigno ricondotto a Valerio Belli, gloria della Vicenza rinascimentale, famoso orafo e maestro della glittica.

Ad arricchire l’esposizione due sezioni speciali. La prima è dedicata a Vicenza. Tra Antico e Moderno, l’esposizione propone le opere maggiormente rilevanti per la storia orafa del territorio. Tra queste, tre pezzi di straordinario pregio: un anello e una crocetta di epoca longobarda, un’inedita e preziosissima corona votiva d’oro con gemme e cammei, nonché un collare gemmato con pendente offerto nel 1604 dalla nobile famiglia vicentina Caldogno.
Gioiello d’Artista – Gioiello d’Autore, è invece la seconda sezione speciale. Essa esplora le contaminazioni tra arte contemporanea e gioielleria, dal Futurismo all’Arte Cinetica, con protagonisti della Scuola di Padova e delle Marche. Schizzi, disegni e prototipi, testimoniano il processo creativo che dal progetto conduce al manufatto.
A sottolineare il valore dell’artigianalità e dell’innovazione nell’arte orafa, al piano terra, una piccola sezione presenta madreforme e alcuni modelli per bracciali, catene, ciondoli, dell’azienda Angelo Tovo di Creazzo, chiusa nel 2005 dopo circa cinquant’anni di attività, che costruiva stampi e trance per le fabbriche di oreficeria del territorio.

«La mostra biennale 2025-2027 nasce da una straordinaria collaborazione con musei e fondazioni di tutta Italia, in particolare con i musei di Vicenza, instaurando un dialogo profondo con la città e il territorio. Il percorso espositivo, scandito in undici tappe cronologiche e tematiche, vuole raccontare l’eccellenza del gioiello italiano. Circa 150 opere, dalla storia antica fino alle creazioni contemporanee, mettono in luce materiali, tecniche e saperi artigianali che costituiscono un elemento fondamentale della nostra cultura materiale. Vogliamo comunicare che il gioiello è molto più di un ornamento: è memoria, narrazione e ponte tra passato, presente e futuro.» Paola Venturelli, curatrice del Museo del Gioiello

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